sabato 8 gennaio 2011

Capitolo 43

La luce del sole cominciava a rischiarare il giardino, tingendo di colori pastello il cielo di Lombardia. Davanti a noi stava l’Arcivampiro, della cui vittoria eravamo stati testimoni, e a cui l’orda delle creature della notte aveva appena fatto segno di omaggio prima di allontanarsi nell’oscurità. Dubitavo che la luce del sole potesse danneggiarlo anche se, dal racconto di Marzia forse avrebbe potuto infastidirlo. O forse ciò era vero prima della mutazione che l’aveva accompagnato nel passaggio da quella che potremmo definire la sua adolescenza all’età adulta.
Guardai la giornalista, alla mia destra, l’unica tra noi che avesse avuto modo di conoscerlo a quei tempi. Come allora non sembrava per nulla intimorita, ma Marzia era sempre molto brava a nascondere le emozioni o forse erano queste a sapersi nascondere a lei.
Di fronte a lei stava l’Ammazzavampiri, l’uomo dallo sguardo di grifone, che soppesava attentamente ogni azione avvenisse nel suo campo visivo. Ero certo che la sua mente stesse passando in rassegna una serie di opzioni, valutando freddamente quale sarebbe stata più opportuno giocare in quel momento.
Tra lui e me stava Lily, di cui avvertivo, palpabile, l’emozione nel trovarsi alla presenza dell’essere che per anni aveva popolato i suoi sogni. Non si era mai arresa e dubitavo l’avrebbe fatto ora, ad un passo dal realizzarli.
L’unico a non manifestare emozioni era Amar, che si era posto alle mie spalle per proteggermi, come sempre. Sapevo che la sua velocità gli avrebbe consentito di frapporsi fra me e qualsiasi minaccia, ma mi chiesi cosa sarebbe potuto accadere in uno scontro diretto tra lui e un Arcivampiro. Dopo poco scacciai quel pensiero fastidioso, augurandomi sinceramente di non dover mai vedere uno scontro di questo genere.
Fu proprio ad Amar che parlò per primo l’Arcivampiro.
«Molto tempo fa un grande monaco ti vincolò a proteggere i discendenti dell’uomo che gli aveva salvato la vita. Io non ho potere su questo legame, ma posso renderti testimonianza. Hai assolto bene il tuo compito ed a te mi inchino per omaggiare il tuo valore.»
Era quel genere di riconoscimento che un tempo i cavalieri rivolgevano ai loro pari più valorosi, fossero amici o nemici. E sono certo che ad Amar quelle parole fecero piacere.
«A te, Ammazzavampiri, lascio la vita e probabilmente è già tanto, perché gravi sono le tue colpe contro la razza che mi ha generato. Mi auguro che il tempo possa portarti consiglio, ma non abusarne, perché il tuo tempo non è infinito.»
«Ne farò buon uso, potete starne certo…»
Sorrise, ma il sorriso di Hunter era quello di un lupo.
«Marzia, a te voglio donare una cosa che ti sarà utile. Potrai vedere nel cuore di due persone che ti sono vicine. Sono certo che tu saprai farne buon uso.»
Gli occhi di lei cercarono me e Hunter, per tornare infine su di me.
«Ottavio, hai già molto, ma voglio darti la possibilità di vedere qualcosa che a pochi è concesso anche semplicemente immaginare.»
Appena ebbe terminato fu come se mi si fossero aperti gli occhi per la prima volta e contemporaneamente vidi la Struttura e compresi il perché delle molte incongruenze della mia vita. Nello stesso momento capii di dover fare ancora una cosa prima di poter scrivere la parola fine a questa storia.

Il prossimo capitolo, il 44°, sarà pubblicato lunedì 10 gennaio.

5 commenti:

Vele Ivy ha detto...

Un'altra cosa? L'ultima prova da affrontare?
E poi che regalo verrà fatto a Lily? Sono curiosa...

Errante ha detto...

Eh, quante domande... pazienza, Vele, pazienza, preso, molto presto saprai tutto, ma proprio tutto!

jamila ha detto...

Ha ragione Vele, curiosità alle stelle!!

Paola ha detto...

Cappero!!!
Sempre più coinvolgente... bellooooooooo!!!

Milo ha detto...

Ciao!

Finalmente svelato il mistero di Amar. Dev'essere molto più potente di quanto immaginavo... :)
Marzia si sarà chiarita le idee...
Ottavio anche qualcosa in più...
Hunter conti uva ad essere odioso...
E Lila? Sta attendendo qualcosa!
Corro subito a leggere il prossimo!

:) :) :)

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