martedì 4 gennaio 2011

Capitolo 41

Immobile e silenziosa era la notte attorno all’Arcivampiro. Istintivamente guardai Marzia, sapendo che quella avrebbe potuto essere l’ultima volta. Fui felice d’incontrare i suoi occhi.
«Creature della Notte» disse infine il Giovane «ho vinto il duello ed è giunto il momento di dettare la mia legge, finché un altro sorga a contrastarmi.»
Provai una sorta di vertigine quando compresi che quelle parole appartenevano ad una formula che risaliva indietro nei millenni fino all’alba dell’umanità.
«Mi avete chiesto, per bocca del Duca Gualperto, di guidarvi in una guerra per assoggettare l’umanità. Ebbene, io vi esorto a guardarvi l’un l’altro e considerare quanto precaria sia la vostra sorte. Confinati nell’oscurità, costretti a rifugiarvi all’alba in tane sicure, a pena di essere ridotti in cenere. Di più, rifiutati dal Cielo e dagli Inferi, desiderate segretamente una dissoluzione di cui avete il terrore. Vorreste la pace, ma siete spinti dalla fame ad una caccia continua. Voi, esseri tra i più infelici tra quanti si muovano su questo piano dell’esistenza; voi a cui è concessa una parvenza di immortalità così illusoria da dissolversi come neve al sole e così indifesa da potervi essere strappata da un paletto di frassino mentre giacete inermi nella vostra tana; proprio voi vorreste muovere guerra alla razza degli Uomini? Avete scordato il tempo di quando eravate come loro? »
Un gemito di dolore si alzò dalla schiera dei vampiri a quelle parole.
«Considerate chi avete di fronte. Guardate gli Umani, che mi invitano ad unirmi a loro per darvi la caccia e sterminarvi fino agli estremi confini della terra. Guardateli, vi prego. Sono pieni di timore in questo momento, ma considerate attentamente la loro vera natura. Conoscete, tra quante infestano la superficie di questo pianeta, una creatura più pericolosa di loro? Mentre io parlo, miliardi di loro simili, spinti da una fame più smisurata della vostra, divorano o distruggono ogni specie di creatura vivente, abbattono intere foreste, prosciugano mari, scavano il sottosuolo, strappano ogni ricchezza alla terra. Non contenti sporcano e riducono ad un’immonda discarica ogni cosa che non divorano o non depredano. Non c’è elemento che sfugga alla rovina. Terra, Acqua, Aria sono invase dai loro miasmi e il loro Fuoco non purifica, ma avvelena ulteriormente gli altri.»
A quelle parole mi sentii avvampare, rivedendo le scene di distruzione a cui avevo assistito in Brasile.
«E voi» continuò rivolgendosi agli hunters «avete il coraggio di incolpare i vampiri di tutti i mali del mondo? Come se le guerre, la fame, lo sfruttamento di centinaia di milioni di uomini, donne e bambini fosse colpa dei non morti! C’erano forse i vampiri dietro l’Olocauso? Furono loro ad inventare i gulag? O la bomba atomica? Sono forse loro gli autori degli attentati terroristici? No! I vampiri si limitano a sfruttare le occasioni che voi create per placare la loro fame. Sono i vivi il flagello dell’umanità, non i vampiri! Voi, con la vostra intelligenza, con la vostra scienza, con la vostra tecnica non vi accontentate di riempirvi lo stomaco. Avete creato sistemi economici che vivono dissanguando interi paesi. Non è la fame il motore delle vostre azioni, ma l’avidità. Non vi accontentate di saziarvi, dovete accumulare quello che non potreste spendere nemmeno se aveste vite lunghe come quelle dei non morti! Peggio ancora, siete pronti a sterminare interi popoli senza nessun altra ragione che un’ideologia o una religione. Proprio voi, che riempite i vostri colli e le vostre vite di simboli, preghiere e templi, voi che siete capaci di arruolare a forza lo Spirito sotto le vostre bandiere accusate noi di essere responsabili dei mali dell’umanità?»
Le parole dell’arcivampiro erano pietre scagliate contro il fallimento della nostra razza. Guardai l’Ammazzavampiri, ma il volto di questo era imperscrutabile come una maschera.
«E voi» riprese il Giovane «vorreste muovere guerra a questa razza di mostri? Con quale speranza? E a quale scopo? La vostra condizione, che vi rende più vicini alla natura, vi impedisce di uguagliare la ferocia dei vostri avversari. Ma se anche fosse, credete forse di poter conquistare la vittoria senza diventare, inevitabilmente, come loro? »

5 commenti:

Vittoria A. ha detto...

Ciao, sono rimasta assolutamente affascinata da questo episodio! E' bellissimo e profondo. E' verissimo quello che hai detto sulla razza umana, la piu' pericolosa. Gli umani, i predatori piu' pericolosi perche' non lo fanno per necessita' ma per il senso di potere, per sopraffazione, per dominio, per il gusto di farlo, per il tornaconto personale. Bravissimo! :)

Errante ha detto...

Grazie Vittoria!

Spero che le cose da te si vadano risolvendo...

Milo ha detto...

Ciao Errante!

Svolta sorprendente in questa storia di vampiri.

Ora si tratta solo di capire chi siano in realtà i vampiri. E tu ce lo stai suggerendo con grande efficacia.

Vampiri. Creature partorite (non a caso!) dalla "umana" fantasia.

Siamo noi.

Bello. Fai riflettere parecchio!

Paola ha detto...

Wow!!!
Che svolta!!!
Proseguo curiosissima!!!

Anna B. ha detto...

Bellissima tutta la lunga strigliata all'uomo, che rende terribile la propria precarietà con le umane scelte.
Sui vampiri mi è piaciuto moltissimo il frammento "...è concessa una parvenza di immortalità così illusoria..."
Precarietà per tutti, eh!

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