sabato 31 luglio 2010

Capitolo 37

Parte V

Vi confesso la mia difficoltà nel confermare la veridicità di quanto vado scrivendo. Tutto ciò che accadde dentro il grigio, ai suoi margini e all’esterno di esso è per me come il ricordo di un sogno, o per meglio dire un incubo. Non sono nemmeno in grado di dire se ciò di cui fui testimone accadde realmente o fu soltanto, in un modo che non saprei spiegare, il frutto dell’incontro delle volontà contrapposte dei due Arcivampiri. Qualunque sia la verità essa è purtroppo preclusa alla mia e alla vostra conoscenza.
Quello che posso raccontare è il ricordo di quanto vidi quando i due Arcivampiri si scontrarono per stabilire chi di loro dovesse soccombere e chi regnare. Fuori, ai margini del grigio e oltre, nella zona delle tenebre, le creature sulfuree e i vampiri si erano divisi in due fazioni urlanti. Entrambe esortavano, con urla disumane che ancora mi fanno rabbrividire, il proprio campione a seguire ciò che era scritto nel Libro del Destino di ogni Arcivampiro: distruggere l’avversario e instaurare un regno di sangue e tenebra sulla Terra.
Il clamore di quelle grida saliva continuamente e sono certo che, se le orecchie umane avessero potuto udirle nella realtà, mezza Lombardia ne sarebbe stata sconvolta. Forse chi non assistette alla scena udì un rombo di tuono incessante per qualche tempo, o forse neppure quello, giacché tutto avveniva su un livello diverso da quello della normale percezione umana. Un piano dell’esistenza in cui creature che normalmente vivevano ai quattro angoli della Terra o, addirittura, su piani diversi dell’esistenza, potevano incontrarsi in quella che era chiamata la grande Adunanza.
Quando ebbe raggiunto il parossismo il clamore cessò all’improvviso, come il vento di un uragano che di colpo si plachi. E nel silenzio che seguì parlò il Bambino.
«Nulla è scritto finché non viene scritto.»
Disse solo queste parole, le ricordo bene, come non potrò mai scordare il suo sorriso dolce e malinconico.
Seguì un lunghissimo istante di silenzio assoluto, in cui potevo udire distintamente il battito del mio cuore. Infine il duello cominciò.
Anche in questo caso il mio ricordo è confuso, in quanto i movimenti dei due Arcivampiri erano così veloci da sfuggire al mio sguardo. Sono quasi certo che la lotta si combattesse comunque non soltanto sul piano fisico, ma che poteri psichici di una potenza sconvolgente e al di là della mia capacità di comprensione fossero scatenati da una parte e dall’altra. Entrambi infersero e ricevettero colpi durissimi che provocavano delle deformazioni temporanee del loro aspetto, che peraltro continuava a mutare per assecondare gli attacchi e respingere i colpi. Era, credo, come il duello di due draghi dall’aspetto continuamente cangiante che liberavano tutto il loro potere in una lotta che poteva avere un solo vincitore.
Marzia assisteva come me alla scena, ma i suoi occhi testimoniavano di un’altra silenziosa battaglia che essa stessa combatteva per liberarsi dal controllo mentale a cui era sottoposta. Ero quasi certo che, nonostante fosse stata scelta dall’Anziano o, per meglio dire proprio perché era stata scelta da lui, in segreto essa dovesse parteggiare per il Giovane.
Dal canto mio, pur conoscendo i propositi nefasti dell’Anziano, non riuscivo a parteggiare totalmente per il Giovane, riguardo alle cui intenzioni non potevo che formulare ipotesi pronte a tradursi in vane illusioni.
Frattanto il duello sembrava sempre sul punto di perdere l’equilibrio a favore dell’uno o dell’altro. In certi momenti il Giovane prevaleva, ma presto l’Anziano riusciva a ribaltare la situazione sfruttando, presumo, qualche trucco, qualche arma segreta o semplicemente la maggiore esperienza e allora era il Giovane a trovarsi in difficoltà.
Infine, come crolla improvvisamente una scogliera che per secoli ha resistito all’urto d’ariete dei marosi, uno dei due Arcivampiri senza un urlo d’agonia, cominciò a vacillare e a dissolversi, a collassare su se stesso, polverizzandosi in una nube che un vento violento disperse nell’aria.

12 commenti:

Errante ha detto...

Purtroppo mi ha colpito un evento doloroso. Mi ci vorrà un po' di tempo per recuperare la concentrazione necessaria a terminare il racconto.
Vi prego di portare pazienza e di scusare la mia assenza del web per qualche tempo.

jamila ha detto...

Mi dispiace molto. Prendi tutto il tempo che serve.

Errante ha detto...

Grazie Jamila.

Milo ha detto...

Leggo solo ora! Dispiace molto anche a me e ti sono vicino.
Un caro saluto ed un abbraccio!

Vele/Ivy ha detto...

Errante, inutile dire che ti aspetteremo,come ti ha detto Jamila occorre prendersi tutto il tempo che ti serve per superare i momenti di difficoltà. Un abbraccio

Lu ha detto...

Caro Errante, mi dispiace moltissimo. Un bacio ed un abbraccio.

Errante ha detto...

Vi ringrazio. Ci vorrà ancora un po', ma va già un po' meglio.
Il vostro affetto mi è prezioso!

Milo ha detto...

Ciao!
Passavo per un saluto e un abbraccio!
A presto!

Pupottina ha detto...

buon weekend ^___________^

Milo ha detto...

Ciao! Mi sono sbagliato a commentare nel precedente...
Volevo dire a quando il 38° ?

Ma il senso era che volevo passare a salutarti! Un abbraccio!

A presto, spero!

Paola ha detto...

Carissimo Errante sono dispiaciuta per quanto ti sia accaduto... spero che nel frattempo qualcosa sia migliorata... ma sappi che non appena ti sei ripreso attendo il seguito di questo strepitoso racconto!!!
Ti lascio una dolce notte e buon inizio settimana... un abbraccio!!!

Anna B. ha detto...

Io sono riemersa dai miei felici eventi (e intoppi tecnologici, mannaggia...) e ho recuperato i capitoli arretrati (che esplosione, wow!).
Scopro che le tue novità invece sono dolorose... spero che ti stia riprendendo e che troverai presto il tempo e le energie per sorprenderci con nuovi capitoli, segno che tutto sta tornando tranquillo!
Un saluto e un sorriso,
Anna

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