La missione archeologica italiana che scava nelle rovine di Tiana, vale a dire la moderna Kemerhisar, rinvenne l’anno scorso » precisò l’Ammazavampiri «i frammenti di un’epigrafe che poterono essere ricomposti. Il testo, per quanto lacunoso, conteneva un ringraziamento della città di Tiana al proprio concittadino Apollonio per aver ricostituito, seguendo il volere dell’imperatore Vespasiano, un collegio di sacerdoti preposto a combattere le empuse, donando loro due libri.»
«Questo vorrebbe dire che Apollonio fu, realmente, un cacciatore di vampiri?» Marzia era sbalordita. «Come mai la notizia non è stata ancora divulgata?»
«Perché l’epigrafe è stata distrutta.»
«Distrutta?» era esterrefatta. «Come si può distruggere un’epigrafe di questa importanza?»
«Qualcuno» gli occhi di Hunter divennero due fessure «si è introdotto nei sotterranei del museo, eludendo i sistemi di sorveglianza, telecamere incluse. E ha ridotto la lastra di marmo in frammenti così piccoli da renderne impossibile la ricostruzione.»
«Vorresti dirmi che un vampiro è entrato nel museo per distruggere un reperto archeologico?»
«Non un reperto qualsiasi. Un’epigrafe che svela come i vampiri fossero un problema già nell’antichità, se Vespasiano sentì la necessità di ripristinare l’antico collegio di sacerdoti che aveva il compito di combatterli. E ne aveva affidato la ricostruzione nientemeno che ad Apollonio di Tiana.»
«Quello che mi stai raccontando ha dell’incredibile…»
Hunter non rispose, ma mise una mano nella tasca della giacca ed estrasse un foglio. Era la stampa di una mail in cui compariva l’immagine frammentaria di una lastra di marmo, su cui erano incisi dei caratteri greci. Sotto c’era la traduzione, frettolosamente annotata dall’archeologo che l’aveva trasmessa.
«Come l’hai avuta?» domandò Marzia.
«Abbiamo i nostri contatti…»
«Dimenticavo» sospirò la donna. «Immagino che intercettiate non solo le telefonate, ma anche le mail…»
«Una cosa sempre spiacevole» ammise l’Ammazzavampiri «ma purtroppo necessaria e talora utile.»
«Allora, ricapitoliamo. Apollonio di Tiana sarebbe stato incaricato di ricostituire un collegio di sacerdoti specializzato nella caccia ai vampiri, donando loro i volumi. Possiamo presumere che siano libri che parlano di come combattere i vampiri. Non mi è chiaro però perché questi rotoli dovrebbero essere quel Liber Lamiarum che faceva parte della biblioteca di Manfredo Settala.»
«Manfredo Settala fu uno scienziato eclettico e venne considerato l’Archimede del Seicento. Si occupò di tutti i campi dello scibile, senza porsi preclusioni di nessun genere. A ventidue anni, nel 1622, partì per un lungo viaggio che lo portò in Turchia e a Cipro, ritornando a Milano nel 1628, carico di reperti naturalistici ed etnografici con cui avviò il suo Museo. Durante il suo viaggio verso Cipro passò anche da Tiana. Ad ogni modo, per scoprire se questo sospetto è fondato occorrerebbe poter esaminare l’archivio di questo amico del Settala di cui ti ho parlato. Esso infatti si è conservato miracolosamente intatto, passando di generazione in generazione fino all’ultimo proprietario, che lo custodisce gelosamente, non consentendo l’accesso a nessuno.»
«Hai ragione. Probabilmente la risposta si può trovare lì,» annuì Marzia «ma ancora non capisco cosa vuoi da me. Non sono un’archivista…»
«Ti sarà chiaro non appena ti avrò detto il nome. L’amico di Manfredo Settala si chiamava Errante. Ottavio Errante. E l’ultimo proprietario dell’archivio si chiama Oreste Errante.»
«Oreste Errante!» a Marzia sfuggì un grido. «Vuoi dire il padre di Ottavio?»
«Esattamente.»
«Ora capisco! Tu mi hai spiata, seguita e incontrata perché io chiedessi ad Ottavio di farti accedere a quei documenti!»
Il silenzio dell’Ammazzavampiri era la più eloquente delle risposte.
«Perché non glielo chiedi da solo, invece di mettere in mezzo me?»
«Sono a conoscenza dei difficili rapporti tra lui ed il padre. Proprio per questo ritengo che tu sia la sola persona che possa convincerlo.»
«No!» Marzia si alzò in piedi. «Tu non hai idea di quanto Ottavio abbia sofferto per colpa di suo padre. Non voglio spargere altro sale sulle sue ferite!»
«Aspetta ti prego!» Hunter le tese la mano. «Ci sono ancora due cose che devi sapere prima di andartene.»
«Questo vorrebbe dire che Apollonio fu, realmente, un cacciatore di vampiri?» Marzia era sbalordita. «Come mai la notizia non è stata ancora divulgata?»
«Perché l’epigrafe è stata distrutta.»
«Distrutta?» era esterrefatta. «Come si può distruggere un’epigrafe di questa importanza?»
«Qualcuno» gli occhi di Hunter divennero due fessure «si è introdotto nei sotterranei del museo, eludendo i sistemi di sorveglianza, telecamere incluse. E ha ridotto la lastra di marmo in frammenti così piccoli da renderne impossibile la ricostruzione.»
«Vorresti dirmi che un vampiro è entrato nel museo per distruggere un reperto archeologico?»
«Non un reperto qualsiasi. Un’epigrafe che svela come i vampiri fossero un problema già nell’antichità, se Vespasiano sentì la necessità di ripristinare l’antico collegio di sacerdoti che aveva il compito di combatterli. E ne aveva affidato la ricostruzione nientemeno che ad Apollonio di Tiana.»
«Quello che mi stai raccontando ha dell’incredibile…»
Hunter non rispose, ma mise una mano nella tasca della giacca ed estrasse un foglio. Era la stampa di una mail in cui compariva l’immagine frammentaria di una lastra di marmo, su cui erano incisi dei caratteri greci. Sotto c’era la traduzione, frettolosamente annotata dall’archeologo che l’aveva trasmessa.
«Come l’hai avuta?» domandò Marzia.
«Abbiamo i nostri contatti…»
«Dimenticavo» sospirò la donna. «Immagino che intercettiate non solo le telefonate, ma anche le mail…»
«Una cosa sempre spiacevole» ammise l’Ammazzavampiri «ma purtroppo necessaria e talora utile.»
«Allora, ricapitoliamo. Apollonio di Tiana sarebbe stato incaricato di ricostituire un collegio di sacerdoti specializzato nella caccia ai vampiri, donando loro i volumi. Possiamo presumere che siano libri che parlano di come combattere i vampiri. Non mi è chiaro però perché questi rotoli dovrebbero essere quel Liber Lamiarum che faceva parte della biblioteca di Manfredo Settala.»
«Manfredo Settala fu uno scienziato eclettico e venne considerato l’Archimede del Seicento. Si occupò di tutti i campi dello scibile, senza porsi preclusioni di nessun genere. A ventidue anni, nel 1622, partì per un lungo viaggio che lo portò in Turchia e a Cipro, ritornando a Milano nel 1628, carico di reperti naturalistici ed etnografici con cui avviò il suo Museo. Durante il suo viaggio verso Cipro passò anche da Tiana. Ad ogni modo, per scoprire se questo sospetto è fondato occorrerebbe poter esaminare l’archivio di questo amico del Settala di cui ti ho parlato. Esso infatti si è conservato miracolosamente intatto, passando di generazione in generazione fino all’ultimo proprietario, che lo custodisce gelosamente, non consentendo l’accesso a nessuno.»
«Hai ragione. Probabilmente la risposta si può trovare lì,» annuì Marzia «ma ancora non capisco cosa vuoi da me. Non sono un’archivista…»
«Ti sarà chiaro non appena ti avrò detto il nome. L’amico di Manfredo Settala si chiamava Errante. Ottavio Errante. E l’ultimo proprietario dell’archivio si chiama Oreste Errante.»
«Oreste Errante!» a Marzia sfuggì un grido. «Vuoi dire il padre di Ottavio?»
«Esattamente.»
«Ora capisco! Tu mi hai spiata, seguita e incontrata perché io chiedessi ad Ottavio di farti accedere a quei documenti!»
Il silenzio dell’Ammazzavampiri era la più eloquente delle risposte.
«Perché non glielo chiedi da solo, invece di mettere in mezzo me?»
«Sono a conoscenza dei difficili rapporti tra lui ed il padre. Proprio per questo ritengo che tu sia la sola persona che possa convincerlo.»
«No!» Marzia si alzò in piedi. «Tu non hai idea di quanto Ottavio abbia sofferto per colpa di suo padre. Non voglio spargere altro sale sulle sue ferite!»
«Aspetta ti prego!» Hunter le tese la mano. «Ci sono ancora due cose che devi sapere prima di andartene.»
11 commenti:
Un'epigrafe antica, l'acheologiae i vampiri; il racconto si fa sempre più appassionante :)
ciao!
Ci lasci sempre con il fiato sospeso!!!
Altre due cose?... mumble... mumble...
Ciao!
^___^
Mi era venuto il dubbio che in realtà le Risposte le avesse l'Errante...
Attendo la prossima puntata.
Ciao
Concordo con Stella, il racconto si fa sempre piu' interessante! Devo dire che questi ultimi pezzi che hai pubblicato mi piacciono veramente molto! Contengono riferimenti storici, culturali, fantasia. Bello!
Ciao Errante! Grazie mille della visita e del linkaggio! (dopo aggiorno e ti aggiungo alla mia lista :-) ). Complimenti per il tuo blog: davvero interessante! Appena respiro un pò passo e leggo con calma! Ciao e grazie ancora :-)
Io ho proprio la sensazione che Marzia finirà per cedere...
Ah ecco, infatti mi chiedevo che fine avesse fatto il nostro Errante!
Perciò un tassello mi è stato risolto.
E che lezione di storia! Mi pareva di esser tornata a scuola ;-)
Mi piacciono i racconti ben piantati per terra, se capisci cosa intendo.
Al giorno d'oggi c'è troppa finzione! Falsa finzione, soprattutto.
Ecco!!!
Lo sapevo sul più bello fine del capitolo... mannaggia!!!
E che altro le deve dire????
Cmq mi appassiona sempre più... anche per le nozioni culturali che ci regali... grazie!!!
Ciao Errante grazie della visita... hehehehehe... anguilla... acciughina???
Sei tremendo!!!
Mi scompiscio io ora... hahahahahah!!!
Dolce notte un abbraccio forte forte e baciotto
sei per caso Oreste Errante?
eheheheh
questo racconto lo voglio paragonare alla saga di Twilight, visto che avrai notata sono in pieno periodo da crisi isterica da fan accanita, eheheheh
la tua Marzia è una forza! La Bella dell'altro libro vampiresco è più goffa ed indecisa... fra un po' credo mi vedrò costretta a paragonarlo al codice da vinci ;-)
BRAVISSIMO ERRANTE!!!
^____________^
Io adoro l'archeologia! e ora che l'hai messa in mezzo.mmm...da futura archeologa non posso fare a meno di essere colpita!
@ Stella: ne sono contento!
@ Milo: sempre col fiato sospeso, sennò vi annoiate.
@ Jamila: si le risposte pare proprio averle l'Errante.
@ Vittoria: grazie!
@ Andrea: grazie a te, collega di A6 Fanzine!
@ Vele: ci sono proposte che non si possono rifiutare, come diceva quel tale...
@ Ruby: l'Errante va e viene, ma è sempre presente.
@ Paola: ahahahahah!
@ Pupottina: no, naturalmente sono Ottavio Errante... ;)
Grazie!
@ Liberté: futura archeologa? Spero di non sparare archeocastronerie, allora.
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