«Ti concedo cinque minuti ancora. Mi auguro che tu abbia da dire qualcosa di importante.»
«Credo lo sia, purtroppo» annuì serio l’Ammazzavampiri. «La prima questione di cui volevo parlarti riguarda il vampiro che intervistasti. Esso ti disse di essere nato da due succhiasangue, cosa veramente eccezionale dal momento che normalmente i vampiri, o per meglio dire le vampire, sono sterili. Eppure capita che, forse una volta o due in un millennio, una vampira concepisca un figlio da un altro vampiro. Quando ciò accade, la creatura che nasce è un Arcivampiro. Essi sono creature leggendarie per gli stessi vampiri. Ho avuto modo di interrogare alcuni vampiri che avevamo catturato…»
«Non voglio nemmeno sapere con quali mezzi li hai costretti a parlare!»
«Non te lo dirò, infatti» Hunter scosse la testa. «Mezzi necessari ed utili, in ogni caso. Da questi interrogatori abbiamo scoperto cose molto interessanti sull’organizzazione dei vampiri…»
«Penso che tu non debba essere molto simpatico a loro. Non temi per la tua vita?»
«Prendo le mie precauzioni e non sono mai solo.»
Solo allora Marzia si guardò attorno, rendendosi conto che c’erano numerosi stranieri nel ristorante e che molti di essi avevano il viso e il fisico da mercenari.
«Di solito non esco a cena, ma per te ho fatto un’eccezione» sorrise Hunter.
Marzia avrebbe forse dovuto sentirsi onorata, ma la consapevolezza delle tenebre, fuori dal locale, le metteva ora addosso una grande inquietudine. Si aspettava che da un momento all’altro la luce si spegnesse e che nel locale irrompesse un’orda di vampiri decisa a spazzare via il loro nemico e tutti gli umani che erano con lui…
«Vai avanti» disse rabbrividendo.
«Non temere. Abbiamo armi in grado di tenerli lontani» la rassicurò Hunter. « Ho deciso di incontrarti perché il vero pericolo è un altro. Un Arcivampiro ha poteri molto superiori a quelli dei normali vampiri. Essi stessi da secoli attendevano e temevano il suo avvento. Lo attendevano perché uno di essi, secondo una leggenda che circola tra loro, stabilirà un regno di sangue e tenebra sulla Terra. Lo temono perché esso, a differenza dei comuni succhiasangue, non ha bisogno del sangue umano per vivere, ma soprattutto perché non è irrimediabilmente votato al male. Si dice che gli Arcivampiri conoscano varie fasi di sviluppo, intervallate da momenti di stasi, in cui si ritirano in una sorta di crisalide. Ogni volta che ne escono i loro poteri risultano considerevolmente aumentati, finché non raggiungono la piena maturità. Solo allora scelgono, in maniera definitiva, se votarsi al male.»
«Infatti quello che intervistai nella grotta non mi sembrava malvagio» osservò Marzia.
«Non aveva ancora fatto la sua scelta e forse non l’ha ancora fatta, sebbene abbia certamente abbandonato il suo rifugio. Prima che tu arrivassi alla grotta ho provveduto a far portare ciò che rimaneva della crisalide per farla analizzare. Si è risvegliato e ha convocato l’ultima persona che aveva visto prima di entrare in quella specie di letargo: tu.»
«Per quale motivo?» domandò Marzia allarmata.
«Forse solo per parlarti. Oppure per saziare il suo appetito. Ritengo che tu possa essere in grave pericolo Marzia. E sarei più tranquillo se accettassi la nostra protezione.»
«Vuoi mettermi sotto scorta? » esclamò Marzia allibita. «Eppure un momento fa hai detto che non ha ancora scelto se essere malvagio…»
«Non posso esserne certo, purtroppo. Sappiamo veramente poco degli Arcivampiri. Per questo, puoi comprenderlo, ritengo necessario poter accedere all’archivio degli Erranti. Nella lettera a Ludovico Maria Sinistrari, Ottavio Errante, l’antenato del tuo amico, accenna a segreti che non possono essere rivelati e allude a esseri “oscuri come gli Incubi, ma molto più pericolosi e reali di questi”. Come saprai Sinistrari scrisse un trattato sugli Incubi e sui Succubi, creature che nottetempo tormentano sessualmente le proprie vittime. Molti ritengono che dietro questi nomi si celino i vampiri e le lamie.»
«Capisco» sospirò Marzia. «Hai detto che dovevo sapere un paio di cose. L’altra quale sarebbe?»
«L’altra non riguarda te, ma il tuo amico. Mi spiace dovertelo dire in questo modo, ma la situazione non mi consente molti giri di parole, anche perché i cinque minuti che mi hai concesso stanno scadendo. So che il rapporto di Ottavio Errante con il padre è difficile. Suo padre è troppo ostinato e orgoglioso per mandarlo a chiamare ma, credimi, sta morendo. Penso che il tuo amico dovrebbe saperlo e ritengo che tu sia l’unica persona che possa dirglielo.»
«Se questa cosa è una palla per ottenere quello che vuoi» la voce di Marzia era un sibilo «ti giuro che dovrai temere me più dei vampiri!»
«No, Marzia!» Hunter incrociò lentamente le mani sotto il mento. «Non userei mai un trucco del genere. Se non hai fiducia in me, cosa che peraltro mi addolora molto, pensa quanto meno che sarebbe una cosa terribilmente stupida da parte mia. Verificato l’inganno, cosa molto facile da fare, l’accesso a quelle carte mi sarebbe per sempre precluso, non credi?»
«Ci puoi scommettere…» annuì Marzia.
