Il risveglio. Un racconto a puntate dell'Errante

Il risveglio è un racconto a puntate settimanali che vado scrivendo man mano. Il finale è ancora da scrivere, sarete voi, coi vostri commenti ad aiutarmi a trovare il bandolo della matassa per uscire dal labirinto. O almeno lo spero.

Nella prima e nella seconda parte: un'inquietante visione spinge la giornalista Marzia Paoli a ritornare nella grotta dove aveva intervistato un vampiro, alcuni anni prima. Nella sua ricerca chiede aiuto ad Ottavio, con cui ha chiuso una tormentata relazione. Ottavio, che a sua volta ha ricevuto inquietanti mail da una non meglio identificata "Lily", inizia ad indagare. Nel frattempo Marzia incontra un misterioso ed affascinante Ammazzavampiri americano. Per scoprire cosa voglia esattamente l'uomo Marzia accetta di uscire a cena con lui.
L'Ammazzavampiri rivela a Marzia molti segreti sul mondo dei vampiri, autentica minaccia per il genere umano, e l'esistenza di un archivio segreto, fondamentale per la guerra contro i vampiri, la cui chiave è nelle mani dell'Errante.


Prossime uscite:

Per l'inizio della terza parte dovrete attendere fino a sabato 19 dicembre.

sabato 5 dicembre 2009

Capitolo 18

Marzia tornò a sedersi. Lo sguardo era duro e la voce tagliente.
«Ti concedo cinque minuti ancora. Mi auguro che tu abbia da dire qualcosa di importante.»
«Credo lo sia, purtroppo» annuì serio l’Ammazzavampiri. «La prima questione di cui volevo parlarti riguarda il vampiro che intervistasti. Esso ti disse di essere nato da due succhiasangue, cosa veramente eccezionale dal momento che normalmente i vampiri, o per meglio dire le vampire, sono sterili. Eppure capita che, forse una volta o due in un millennio, una vampira concepisca un figlio da un altro vampiro. Quando ciò accade, la creatura che nasce è un Arcivampiro. Essi sono creature leggendarie per gli stessi vampiri. Ho avuto modo di interrogare alcuni vampiri che avevamo catturato…»
«Non voglio nemmeno sapere con quali mezzi li hai costretti a parlare!»
«Non te lo dirò, infatti» Hunter scosse la testa. «Mezzi necessari ed utili, in ogni caso. Da questi interrogatori abbiamo scoperto cose molto interessanti sull’organizzazione dei vampiri…»
«Penso che tu non debba essere molto simpatico a loro. Non temi per la tua vita?»
«Prendo le mie precauzioni e non sono mai solo.»
Solo allora Marzia si guardò attorno, rendendosi conto che c’erano numerosi stranieri nel ristorante e che molti di essi avevano il viso e il fisico da mercenari.
«Di solito non esco a cena, ma per te ho fatto un’eccezione» sorrise Hunter.
Marzia avrebbe forse dovuto sentirsi onorata, ma la consapevolezza delle tenebre, fuori dal locale, le metteva ora addosso una grande inquietudine. Si aspettava che da un momento all’altro la luce si spegnesse e che nel locale irrompesse un’orda di vampiri decisa a spazzare via il loro nemico e tutti gli umani che erano con lui…
«Vai avanti» disse rabbrividendo.
«Non temere. Abbiamo armi in grado di tenerli lontani» la rassicurò Hunter. « Ho deciso di incontrarti perché il vero pericolo è un altro. Un Arcivampiro ha poteri molto superiori a quelli dei normali vampiri. Essi stessi da secoli attendevano e temevano il suo avvento. Lo attendevano perché uno di essi, secondo una leggenda che circola tra loro, stabilirà un regno di sangue e tenebra sulla Terra. Lo temono perché esso, a differenza dei comuni succhiasangue, non ha bisogno del sangue umano per vivere, ma soprattutto perché non è irrimediabilmente votato al male. Si dice che gli Arcivampiri conoscano varie fasi di sviluppo, intervallate da momenti di stasi, in cui si ritirano in una sorta di crisalide. Ogni volta che ne escono i loro poteri risultano considerevolmente aumentati, finché non raggiungono la piena maturità. Solo allora scelgono, in maniera definitiva, se votarsi al male.»
«Infatti quello che intervistai nella grotta non mi sembrava malvagio» osservò Marzia.
«Non aveva ancora fatto la sua scelta e forse non l’ha ancora fatta, sebbene abbia certamente abbandonato il suo rifugio. Prima che tu arrivassi alla grotta ho provveduto a far portare ciò che rimaneva della crisalide per farla analizzare. Si è risvegliato e ha convocato l’ultima persona che aveva visto prima di entrare in quella specie di letargo: tu.»
«Per quale motivo?» domandò Marzia allarmata.
«Forse solo per parlarti. Oppure per saziare il suo appetito. Ritengo che tu possa essere in grave pericolo Marzia. E sarei più tranquillo se accettassi la nostra protezione.»
«Vuoi mettermi sotto scorta? » esclamò Marzia allibita. «Eppure un momento fa hai detto che non ha ancora scelto se essere malvagio…»
«Non posso esserne certo, purtroppo. Sappiamo veramente poco degli Arcivampiri. Per questo, puoi comprenderlo, ritengo necessario poter accedere all’archivio degli Erranti. Nella lettera a Ludovico Maria Sinistrari, Ottavio Errante, l’antenato del tuo amico, accenna a segreti che non possono essere rivelati e allude a esseri “oscuri come gli Incubi, ma molto più pericolosi e reali di questi”. Come saprai Sinistrari scrisse un trattato sugli Incubi e sui Succubi, creature che nottetempo tormentano sessualmente le proprie vittime. Molti ritengono che dietro questi nomi si celino i vampiri e le lamie.»
«Capisco» sospirò Marzia. «Hai detto che dovevo sapere un paio di cose. L’altra quale sarebbe?»
«L’altra non riguarda te, ma il tuo amico. Mi spiace dovertelo dire in questo modo, ma la situazione non mi consente molti giri di parole, anche perché i cinque minuti che mi hai concesso stanno scadendo. So che il rapporto di Ottavio Errante con il padre è difficile. Suo padre è troppo ostinato e orgoglioso per mandarlo a chiamare ma, credimi, sta morendo. Penso che il tuo amico dovrebbe saperlo e ritengo che tu sia l’unica persona che possa dirglielo.»
«Se questa cosa è una palla per ottenere quello che vuoi» la voce di Marzia era un sibilo «ti giuro che dovrai temere me più dei vampiri!»
«No, Marzia!» Hunter incrociò lentamente le mani sotto il mento. «Non userei mai un trucco del genere. Se non hai fiducia in me, cosa che peraltro mi addolora molto, pensa quanto meno che sarebbe una cosa terribilmente stupida da parte mia. Verificato l’inganno, cosa molto facile da fare, l’accesso a quelle carte mi sarebbe per sempre precluso, non credi?»
«Ci puoi scommettere…» annuì Marzia.

sabato 28 novembre 2009

Capitolo 17

La missione archeologica italiana che scava nelle rovine di Tiana, vale a dire la moderna Kemerhisar, rinvenne l’anno scorso » precisò l’Ammazavampiri «i frammenti di un’epigrafe che poterono essere ricomposti. Il testo, per quanto lacunoso, conteneva un ringraziamento della città di Tiana al proprio concittadino Apollonio per aver ricostituito, seguendo il volere dell’imperatore Vespasiano, un collegio di sacerdoti preposto a combattere le empuse, donando loro due libri.»
«Questo vorrebbe dire che Apollonio fu, realmente, un cacciatore di vampiri?» Marzia era sbalordita. «Come mai la notizia non è stata ancora divulgata?»
«Perché l’epigrafe è stata distrutta.»
«Distrutta?» era esterrefatta. «Come si può distruggere un’epigrafe di questa importanza?»
«Qualcuno» gli occhi di Hunter divennero due fessure «si è introdotto nei sotterranei del museo, eludendo i sistemi di sorveglianza, telecamere incluse. E ha ridotto la lastra di marmo in frammenti così piccoli da renderne impossibile la ricostruzione.»
«Vorresti dirmi che un vampiro è entrato nel museo per distruggere un reperto archeologico?»
«Non un reperto qualsiasi. Un’epigrafe che svela come i vampiri fossero un problema già nell’antichità, se Vespasiano sentì la necessità di ripristinare l’antico collegio di sacerdoti che aveva il compito di combatterli. E ne aveva affidato la ricostruzione nientemeno che ad Apollonio di Tiana.»
«Quello che mi stai raccontando ha dell’incredibile…»
Hunter non rispose, ma mise una mano nella tasca della giacca ed estrasse un foglio. Era la stampa di una mail in cui compariva l’immagine frammentaria di una lastra di marmo, su cui erano incisi dei caratteri greci. Sotto c’era la traduzione, frettolosamente annotata dall’archeologo che l’aveva trasmessa.
«Come l’hai avuta?» domandò Marzia.
«Abbiamo i nostri contatti…»
«Dimenticavo» sospirò la donna. «Immagino che intercettiate non solo le telefonate, ma anche le mail…»
«Una cosa sempre spiacevole» ammise l’Ammazzavampiri «ma purtroppo necessaria e talora utile.»
«Allora, ricapitoliamo. Apollonio di Tiana sarebbe stato incaricato di ricostituire un collegio di sacerdoti specializzato nella caccia ai vampiri, donando loro i volumi. Possiamo presumere che siano libri che parlano di come combattere i vampiri. Non mi è chiaro però perché questi rotoli dovrebbero essere quel Liber Lamiarum che faceva parte della biblioteca di Manfredo Settala.»
«Manfredo Settala fu uno scienziato eclettico e venne considerato l’Archimede del Seicento. Si occupò di tutti i campi dello scibile, senza porsi preclusioni di nessun genere. A ventidue anni, nel 1622, partì per un lungo viaggio che lo portò in Turchia e a Cipro, ritornando a Milano nel 1628, carico di reperti naturalistici ed etnografici con cui avviò il suo Museo. Durante il suo viaggio verso Cipro passò anche da Tiana. Ad ogni modo, per scoprire se questo sospetto è fondato occorrerebbe poter esaminare l’archivio di questo amico del Settala di cui ti ho parlato. Esso infatti si è conservato miracolosamente intatto, passando di generazione in generazione fino all’ultimo proprietario, che lo custodisce gelosamente, non consentendo l’accesso a nessuno.»
«Hai ragione. Probabilmente la risposta si può trovare lì,» annuì Marzia «ma ancora non capisco cosa vuoi da me. Non sono un’archivista…»
«Ti sarà chiaro non appena ti avrò detto il nome. L’amico di Manfredo Settala si chiamava Errante. Ottavio Errante. E l’ultimo proprietario dell’archivio si chiama Oreste Errante.»
«Oreste Errante!» a Marzia sfuggì un grido. «Vuoi dire il padre di Ottavio?»
«Esattamente.»
«Ora capisco! Tu mi hai spiata, seguita e incontrata perché io chiedessi ad Ottavio di farti accedere a quei documenti!»
Il silenzio dell’Ammazzavampiri era la più eloquente delle risposte.
«Perché non glielo chiedi da solo, invece di mettere in mezzo me?»
«Sono a conoscenza dei difficili rapporti tra lui ed il padre. Proprio per questo ritengo che tu sia la sola persona che possa convincerlo.»
«No!» Marzia si alzò in piedi. «Tu non hai idea di quanto Ottavio abbia sofferto per colpa di suo padre. Non voglio spargere altro sale sulle sue ferite!»
«Aspetta ti prego!» Hunter le tese la mano. «Ci sono ancora due cose che devi sapere prima di andartene.»

sabato 21 novembre 2009

Capitolo 16

«Ti risponderò, Marzia, ma prima devo chiederti una cosa» Hunter parve sollevato dal fatto che la giornalista avesse deciso di restare. «Cosa sai di Apollonio di Tiana?»
«Continui a fare domande e non fornire risposte» rispose Marzia seccata. «Ad ogni modo, Apollonio è una figura che ho incontrato spesso nelle mie ricerche. Se facciamo la tara alle molte leggende nate su di lui, anche in epoca moderna, Apollonio fu un filosofo, seguace delle idee di Pitagora, che visse nel primo secolo dell’era volgare. Viaggiò molto per incontrare i saggi delle diverse religioni: magi persiani e bramini indiani, monaci buddisti e sciamani africani. Dopo la sua morte la sua figura divenne ben presto leggendaria. Fu considerato un mago capace di compiere veri e propri miracoli. Gli alchimisti arabi gli attribuirono la scoperta delle Tavole di Smeraldo e di Rubino, che sarebbero state incise da Ermete Trismegisto, l’Ermete tre volte grande, il primo mago della storia. Secondo alcuni studiosi di magia, inoltre, Apollonio avrebbe costruito talismani potenti, un tempo diffusi nelle città dell’Impero Romano. Uno si troverebbe a Cracovia mentre un altro sarebbe sotterrato nelle catacombe di Torino per sigillare una delle porte dell’Inferno. Nel caso di Apollonio è molto difficile separare la realtà dalla fantasia. La stessa Vita di Apollonio, scritta da Filostrato nella prima metà del terzo secolo, è più un romanzo agiografico che una vera biografia. E, ora che mi ci fai pensare, proprio in quest’opera è contenuta una delle prime storie di vampiri…»
«Complimenti davvero!» sul viso dell’uomo comparve un largo sorriso. «La tua cultura è davvero notevole.»
«Come premio» rispose sarcastica Marzia «potresti deciderti a rispondere alla mia domanda!»
«Certo, hai ragione. D’altro canto avevo bisogno di conoscere cosa sapevi sull’argomento. In effetti Filostrato racconta di come Apollonio abbia salvato il suo discepolo Menippo, un giovane di venticinque anni eletto di spirito e bellissimo di forme, da una vampira che, sotto le sembianze di una donna ricca e affascinante, si accingeva a sposarlo. Apollonio però costrinse la donna a svelare la sua reale natura. Essa, invischiando gli uomini coi piaceri del sesso, li divorava la notte delle nozze. Il mostro, che Apollonio diceva essere una di quelle creature che gli antichi chiamavano Lamie o Empuse o Mormolyce, ammise di scegliere i giovani belli e forti in quanto hanno il sangue più fresco.»
«Viene da pensare che dietro questa storia si celi il consueto monito ai giovani perché non cedano ai piaceri della carne per seguire invece la via della filosofia. Per non parlare della tipica misoginia dei Greci antichi e della loro contestuale passione per i giovani belli e forti…»
«È quello che pensavo anch’io» sorrise Hunter. «Fino al ritrovamento di quella iscrizione.»
«Di cosa stai parlando?»
L’istinto giornalistico di Marzia si era improvvisamente svegliato e le stava gridando nell’orecchio che dietro quella frase si celava una notizia importante.
«C’è un’altra cosa da dire, prima» alzò una mano come per prendere tempo. «Le opere che la tradizione attribuisce ad Apollonio sono andate perse, salvo alcuni frammenti. Tuttavia c’è una fonte che parla di un Liber Lamiarum scritto da Apollonio presso la biblioteca di Manfredo Settala.»
«Se ben ricordo Settala allestì una Camera delle Meraviglie nel suo palazzo a Milano, nel Seicento.»
«Esatto. Comunque, ti dicevo, è una fonte a cui non avevo dato peso per tre motivi. Intanto questo libro non compare nei cataloghi del Museo Settala. Secondariamente ritenevo si trattasse di un libro sulle streghe, che in quell’epoca erano sovente chiamate “lamie”. In terzo luogo, il libro è citato in una lettera indirizzata a un francescano esperto di demonologia, un certo Ludovico Maria Sinistrari, da un personaggio piuttosto eccentrico, persino per il suo secolo. Pertanto, come ho detto, per molto tempo non diedi importanza al fatto da lui riferito, secondo cui il Settala avrebbe riportato il libro da un suo viaggio in oriente…»
«Fino al ritrovamento di quella iscrizione…» Marzia cominciava davvero ad essere impaziente. «Cosa c’era in quella iscrizione?»

sabato 14 novembre 2009

Capitolo 15

Marzia prese il cellulare dalla borsetta e lesse il messaggio. Infine tornò a fissare Hunter negli occhi.
«Immagino che ti aspetti che creda ciecamente a ciò che mi hai detto. Tu stesso, però, mi hai appena detto di non avere prove di quello che dici. Inoltre, la mia piccola e personale esperienza coi vampiri non coincide con quanto mi stai raccontando. Il vampiro che incontrai non aveva nulla di malvagio. Sembrava piuttosto un ragazzo troppo sensibile e intimorito dal mondo, che aveva scelto la via dell’eremitaggio per sottrarsi alla bruttezza accerchiante della modernità. Non aveva nulla dell’essere sanguinario e manipolatore di cui mi stai parlando.»
«Esaminiamo i fatti, Marzia» sorrise Hunter. «Ti sei trovata per caso in mezzo ad un improvviso temporale e, sempre per caso, hai scoperto una grotta. Qui, guarda che caso, si trovava un vampiro… Andiamo, Marzia, mi appello alla tua intelligenza: una storia così verrebbe in mente solo ad uno scrittore principiante. Davvero credi che tutto questo sia accaduto, semplicemente “per caso”.»
«Vuoi dire forse che era destino?» ironizzò Marzia. «Che prima dell’inizio dei tempi qualcuno aveva scritto questo sul libro degli eventi?»
«No, Marzia, non sono un fatalista» Hunter scosse la testa. «So invece che i vampiri più potenti hanno potere sugli elementi e possono condizionare le azioni degli esseri umani anche a distanza.»
«Dunque sarebbe stato lui a chiamarmi in quella grotta?» Marzia lo fissò incredula. «Ma per quale motivo?»
«Questa, casomai, è la vera domanda. Del resto l’ha rifatto, no? Per quale motivo altrimenti ti saresti precipitata a cercarlo? Ti ha contattata, in qualche modo…»
«Beh… si… forse…» la voce di Marzia era turbata. «Un sogno… o una visione …»
«Se è riuscito a chiamarti in questo modo il suo potere è ancora più grande di quello che temevo...»
«Un momento…» un sospetto improvviso le era comparso nella mente. «Come mai tu eri nella grotta? Nel racconto pubblicato sono stati modificati i riferimenti al luogo, per non consentire l’individuazione del rifugio del vampiro, come lui aveva chiesto. Come conoscevi la grotta? Come facevi ad essere lì? E come potevi sapere tu che io sarei arrivata?»
«Non sapevo dove fosse la grotta, in effetti,» Hunter s’irrigidì «mi ci hai condotto tu.»
«Ora capisco…» la voce di Marzia divenne un rasoio. «Tu mi hai seguita, precedendomi nella grotta all’ultimo minuto! E per farlo dovevi tenermi sotto controllo da tempo, ma ancora non basta: tu intercettavi anche le mie telefonate! È vero questo Mr. Hunter? Sempre che possa ancora chiamarti in questo modo, perché probabilmente il nome è falso, come è falso l’indirizzo sul tuo biglietto da visita: mi hanno informato poco fa che non esiste nessun numero 90 nella Witch Hill Road di Salem! Salvo che non si voglia considerare il numero 90 il centro del parco in cui furono bruciate le streghe! E anche l’American Van Helsing Society ha una strana fama negli ambienti esoterici. Si dice che sia un’emanazione dei Servizi Segreti americani. Forse una copertura per una divisione speciale degli stessi Servizi…»
«Ottimo lavoro» sorrise Hunter. «Ti hanno informata bene. In effetti agisco sotto copertura, anche se in questo caso ho voluto fornirti un’identità non troppo difficile da smascherare. Quanto ai Servizi le cose non stanno esattamente come ti sono state riferite. Diciamo che circolano parecchie voci false su di noi: alcune le mettiamo in giro noi, altre invece sono diffuse dagli altri. In ogni caso, io stesso ho ammesso, poco fa che, collaboriamo coi Servizi...»
«Mi chiedo» Marzia faticava a mantenere il controllo «cosa mi trattenga dal lanciarti il contenuto di questo bicchiere in faccia, alzarmi, chiamare un taxi e andare a denunciarti per la violazione della mia privacy!»
«Immagino che tu voglia una risposta alla domanda che hai in mente…»
«Hai ragione» annuì la giornalista. «Allora dimmi, e cerca di essere sincero: cosa vuoi, esattamente, da me?»

martedì 10 novembre 2009

Il numero 15 è in edicola!

E' uscito, freschissimo di stampa, il numero 15 della favolosa A6 Fanzine, curata come sempre da Isa e dalla SaDiCa.

Trascrivo di seguito il loro saluto, con l'indice della rivista e il link per scaricarla.

Nella fanza c'è anche un mio racconto, sul tema "Cartoni animati".


Carissimi lettori e amici di A6,

è finalmente uscito il numero 15 di A6 Fanzine!


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Un numero dedicato al cinema d’animazione.

Sempre più col passare degli anni, il cinema d’animazione –o come più comunemente chiamati cartoni animati- si è evoluto con strabilianti effetti speciali, con storie bizzarre ed inverosimili a volte, ma così tenere da farci sognare.

A6 ripercorre quindi attraverso gli artisti che la animano, le evoluzioni, trasposizioni, ricordi d’infanzia e omaggi ai celebri cartoons.

Onorate di ospitare in questo numero, un’intervista al Maestro Bozzetto, intervistato dalla nostra IsaComics.

Continuando a creare per voi i cartoons di domani, lasciamo che sia l’arte e la creatività ad emozionarvi e a strapparvi un sorriso.


ISACOMICS

In Copertina – Wanted… A6 Fanzine!

MusiComix – Thriller

Isa in Love – Angeli & Demoni

Acima - fumetto

4° di Copertina – Seventy Cartoons

ILLUSTRAZIONI & FUMETTI


Mix D’Animazione – illustrazione di Carita
La satira di Darix – vignetta di Darix
Due Anime – illustrazione di Giorgia Di Giorgio
Le vicende poco quotidiane di Mobu&Al – strisce fumettose di Ranghos
Il mondo della animazione in Italia – fumetto di Fabrizio Ferrari
Cartoni Animati – vignetta di SalvaConNome
Mr Magoo – vignetta di Ludus

Kida – illustrazione di Giulia Adragna
Disnel – illustrazione di Zerov


ANGOLO PUSCIASTOVA

Robberto Coniglio – illustrazione di Cube in the Desert

RECENSIONI

DISCO – “Bevendo la vita”, di Paolo Pellegrini – rubrica a cura di SaDiCa
DISCO – “Oltre i limiti”, dei RadioCosmo – rubrica a cura di SaDiCa
FUMETTO – “Capitan Rattock e Rat-Girl” – rubrica a cura di Max Brighel

RACCONTI & POESIE

Ho sposato un cartoon – storia di Errante

Poeti – Poesia di Pietro Pancamo

INTERVISTE

Bruno Bozzetto – rubrica a cura di IsaComics
Vincenzo Pastano – rubrica a cura di SaDiCa

sabato 7 novembre 2009

Capitolo 14

«Mi sto chiedendo una cosa» Marzia guardò nel bicchiere, come per cercarvi il coraggio per formulare quella domanda. «Esistono così tanti vampiri?»
«Più di quanto si possa immaginare» sorrise amaro Hunter. «Sebbene la maggior parte degli esseri umani ritenga che i vampiri non esistano, il vampirismo è il cancro dell’umanità. Se non ci fossimo noi a tenere sotto controllo questa piaga, gli uomini se ne accorgerebbero presto.»
«E sono così pericolosi?»
«La maggior parte dei vampiri ha semplicemente fame. Il problema però è che soddisfacendo i loro appetiti infettano le persone, provocando la diffusione dell’epidemia. Eliminare questi vampiri è relativamente semplice, perché sono poco più che belve affamate. Il problema è che ne esistono altri che non sono mossi semplicemente dal bisogno.»
«E da cosa allora?»
«Dalla malvagità. Ci sono vampiri il cui unico scopo è creare ed organizzare veri e propri territori di caccia in cui dar sfogo al perverso piacere di assaporare il sangue umano. E per farlo sono pronti a tutto: ingannare, uccidere, corrompere.»
«Corrompere? Ti riferisci alla loro capacità di sedurre?»
«Non solo a quella. I vampiri hanno bisogno di alleati umani, che risolvano alcuni loro problemi, come ad esempio disporre di rifugi sicuri e far sparire le tracce dei loro crimini. Vivendo per tempi lunghissimi i vampiri riescono ad accumulare grandi ricchezze, con cui possono corrompere uomini e istituzioni. Se ti dicessi che dietro molte guerre si nasconde la mano dei vampiri?»
«Che cosa stai dicendo?»
«La guerra è il modo ideale per nascondere morti altrimenti difficilmente spiegabili. Quando i cadaveri sono centinaia o migliaia, chi andrà mai a controllare se uno o due o anche qualche decina sono stati dissanguati? Così i vampiri congiurano continuamente contro la pace, seminando odio e discordie, sempre pronti ad approfittare della situazione.»
«Quello che dici mi sembra incredibile…»
«Ho eliminato personalmente quattordici vampiri nella ex Jugoslavia e diciassette in Ruanda, durante la guerra civile. Ventidue nella sola Costa d’Avorio tra il 2002 e il 2004. E potrei continuare questo elenco aggiungendo quelli eliminati da altri membri della Società, ma questi dati sono top secret.»
«Perché? Perché non rivelate al mondo le prove di tutto questo?»
«A che scopo? E come? L’immagine dei vampiri non rimane impressa sulle pellicole né sul digitale. Nel mondo dell’immagine, dove esiste solo ciò che si vede in TV dovrei andare davanti ad una telecamera e dire: sono un ammazzavampiri professionista, credetemi sulla parola perché non ho prove da portarvi? Forse otterrei un’intervista a Voyager, ma verrei inserito tra i tanti spacciatori di bufale. C’è gente che si rifiuta di credere che un aereo di linea si sia schiantato contro il Pentagono l’Undici Settembre, perché non è stato ripreso dalle telecamere a differenza dei due che colpirono le Twin Towers. Pensi che crederebbero a me? No, credimi, in questi casi la cosa migliore è rimboccarsi le maniche e fare da soli. Ad ogni modo alcuni appoggi nelle istituzioni li abbiamo.»
«Il Governo è informato della vostra attività?»
«In alcuni casi abbiamo contatti coi Servizi e spesso collaboriamo con loro per risolvere alcuni casi particolarmente complessi. Con estrema attenzione, però, dal momento che anche loro hanno i loro contatti nei governi.»
«Voi dire che esistono uomini delle istituzioni che non solo sanno dell’esistenza dei vampiri, ma sono in combutta con loro?»
«Pecunia non olet» sorrise Hunter. «Il denaro non ha odore. Lo disse un imperatore di Roma, circa duemila anni fa. Il liquido non era sangue, nel suo caso, ma ti pare che i politici di oggi siano meglio di quelli di ieri?»
«No, temo proprio di no» Marzia scosse tristemente la testa.

sabato 31 ottobre 2009

Capitolo 13

«Le tue parole potrebbero impressionare una gallinella adolescente» rise Marzia. «Devo ricordarti che questa gallina ha un po’ di anni sulle penne, invece…»
«Un cigno affascinante, vorrai dire…»
«Ti ringrazio, Abraham» Marzia si passò una mano tra i capelli «ma mi definirei soprattutto una cornacchia molto, molto curiosa e se non ti decidi a parlare potrei vedermi costretta a passare alle maniere forti...»
«Sarei proprio curioso di vedere» sorrise l’ammazzavampiri. «Ad ogni modo non ce ne sarà bisogno. Non questa volta, per lo meno. Posso chiederti quanti vampiri hai incontrato in vita tua?»
«Uno soltanto, purtroppo. E tu quanti ne hai conosciuti?»
«Sarebbe meglio dire per fortuna» scosse la testa l’americano. «Finora ho incontrato ottantanove vampiri. E nessuno di loro vive ancora, se così possiamo dire, per raccontarlo.»
«Ci provi gusto ad eliminare i vampiri?»
«Non è questione di piacere» scosse la testa. «Infilare un paletto di frassino nel petto di un cadavere tra schizzi di sangue e ululati non è esattamente la mia idea di divertimento. Combattere il Male è una missione che dovrebbe riguardare ogni essere umano. Gli uomini sono, di solito, un impasto di bene e male. Una sottile linea grigia divide il Bene ed il Male che convivono in loro. Difficilmente si trova un uomo completamente giusto o completamente malvagio. Coi vampiri è diverso. Essi hanno varcato la linea d’ombra e vivono nelle tenebre del Male.»
Hunter tracciò una linea netta sulla tovaglia col dito.
«Con essi non ci può essere accordo. O noi o loro. Niente pace, niente accordi, perché non si può venire a patti con il Male. Per i vampiri noi uomini siamo solo prede da cacciare, un giocattolo divertente su cui sfogare i loro immondi istinti. Ma ci sono uomini, come me, come gli altri della Società, che hanno deciso di non voler stare alle loro regole. Uomini che hanno deciso di voler giocare ad un gioco diverso, un gioco in cui noi siamo i cacciatori e loro le prede.»